NEWS – IL PARADIGMA ARCHITETTONICO-DA EX CARCERE A STUDENTATO

Arch. Roberta Orefici

IL PROGETTO DI MIGLIORIA RACCONTATO DALLA NOSTRA PROJECT MANAGER

ARCH. ROBERTA OREFICI

Questo studio e l’elaborazione del progetto di miglioria dell’ex carcere giudiziario di San Francesco si inseriscono all’interno della Gara europea a procedura aperta per l’affidamento dei lavori di restauro conservativo e riuso dell’immobile a struttura residenziale per studenti universitari.

L’ex carcere di San Francesco, anche noto come carcere Giudiziario o Luigino, è un edificio storico di Parma, realizzato dall’Arch. Nicola Bettoli su incarico di Maria Luigia d’Austria, tra il 1843 ed il 1847 nell’area di un antico convento di Frati minori Francescani. Il complesso di San Francesco è situato nella parte settentrionale del centro storico, ai margini dell’antica cinta muraria, ed è riconosciuto come un elemento altamente identificativo di quest’area della città.

La natura dell’intervento e l’importanza del Bene culturale ci hanno portato a considerare come prioritario il tema della Conservazione dell’edificio, improntando la redazione del progetto di miglioria ai principi del Restauro: Riconoscibilità, Reversibilità, Compatibilità, Minimo intervento e Interdisciplinarietà.

ARCHITETTURA

Quando si accede al complesso dell’ex carcere di San Francesco si entra come in un mondo a sè stante. Le alte mura creano un filtro concreto e tangibile con il resto della città, bloccando la vista a tutto ciò che è intorno. In questa sorta di “bolla” si viene subito colpiti dall’architettura dell’edificio, che risulta allo stesso tempo attraente e respingente.

Quando ci si addentra nei corridoi dell’ex Casa di Custodia ci si accorge subito della serialità e della rigidità degli spazi: i piani tutti uguali, le viste obbligate, i volumi rigidi e talvolta disarmonici, sono tutti elementi che rendono quest’architettura apparentemente inospitale, come d’altronde si confaceva alla sua precedente destinazione d’uso.

Il secondo elemento fortemente caratterizzante questo luogo è il verde: decenni di abbandono hanno permesso alla vegetazione di riappropriarsi degli spazi in maniera libera ed incondizionata. È facile in questo contesto richiamare il concetto di “Hortus conclusus”: sia per le quattro corti minori interne all’edificio, sia per lo spazio più ampio racchiuso dalle mura che circondano tutto il complesso.

  • APPROCCIO METODOLOGICO E IDEA PROGETTUALE

Le tematiche riscontrate sia in sede di sopralluogo che in sede di analisi e studio del progetto, hanno evidenziato quattro temi fondamentali da approfondire: colore, arredi, accessibilità e segnaletica.

Lo sviluppo in contemporanea di questi punti ha permesso di ottenere un progetto completo ed armonico, in cui ogni fattore viene preso in considerazione e adattato al luogo e alla destinazione d’uso.

Da un punto di vista estetico si è proceduto per stratificazioni visive. Si è partiti dall’esterno, dalla considerazione dello spazio verde e delle alte mura che racchiudono il fabbricato. Successivamente è stata studiata la pelle interna dell’edificio, valutandone matericità, superficie, trame e colori. Ed infine, ultimo passaggio, è stata la lettura dei volumi e degli spazi: cercare di capire come renderli abitabili e vivibili per tutti.

Appena si accede al complesso di San Francesco si percepisce subito il dedalo di corridoi tutti uguali che rendono difficoltoso l’orientamento anche ai conoscitori più esperti del luogo. Qui entra in gioco la necessità di rendere questi spazi accessibili, ma non solo nell’accezione più comune per le persone diversamente abili, ma per tutti, allargando il concetto stesso di accessibilità a quello di inclusività.

Il concetto di accessibilità, nella sua accezione più ampia, contamina anche gli altri due temi fondamentali del progetto: colore e arredo. Essi rappresentano inoltre gli unici strumenti che si hanno a disposizione per ingentilire l’architettura estremamente rigida di questo complesso.

  • COLORE

Ai due elementi cardine dell’ex carcere di San Francesco, architettura e vegetazione, corrispondono delle tonalità di colore ben determinate che caratterizzano fortemente il luogo e che si ripropongono in ogni situazione ed in ogni angolazione, sia interna che esterna. I colori e i materiali selezionati riprendono le cromie dell’edificio: i neutri caldi e le tonalità gialle e rosse dei lapidei e dei laterizi.

Per quanto concerne lo studio e la creazione di schemi cromatici studiati ad hoc, occorre sottolineare che questi ultimi sono connotati da un’impostazione volutamente semplificata, basata su schemi bicromatici neutri, per favorire la lettura delle informazioni riportate dalla segnaletica. Per migliorare il comfort visivo sono stati tarati i contrasti di chiarezza, selezionati colori neutri e senza tempo che garantiscono il “silenzio visivo” degli spazi, che sono stati mantenuti semplici e neutri per favorirne la personalizzazione.

Il progetto del colore ha infine previsto cambi di pavimentazione solo dove funzionalmente necessario, sottolineando il passaggio tra pubblico e privato e distinguendo le singole funzioni degli spazi: tra gli ambienti di distribuzione e gli alloggi, il vano scale e la palestra. Per i tinteggi murali sono stati selezionati 3 colori per tutto l’edificio: un neutro medio per i corridoi centrali, un neutro chiaro per i corridoi laterali e un chiaro per le abitazioni e la palestra, rendendo più semplici le operazioni di manutenzione successive.

  • PROPOSTE INNOVATIVE E DI DOTAZIONI

La volontà principale è stata quella di creare degli ambienti accoglienti, in cui i ragazzi universitari si possano sentire come a casa: un principio in cui crediamo è infatti quello che se uno spazio o un ambiente viene sentito proprio, allora verrà anche rispettato e trattato con cura.

La stessa logica progettuale si applica ovviamente anche agli spazi amministrativi, come reception e uffici. Le proposte selezionate, con il loro stile contemporaneo, vogliono dare un continuum agli spazi collettivi e privati degli studenti.

Con la volontà di portare avanti e di confermare le considerazioni sul colore, si è optato per degli arredi dai colori neutri, con degli accenti di colore che vanno a valorizzare e caratterizzare gli spazi collettivi. In particolare per gli alloggi le tonalità scelte sono quelle dei bianchi, dei panna, dei tortora; in modo da offrire agli studenti un ambiente il più possibile personalizzabile. Per gli spazi di socializzazione si è voluto giocare con qualche colore in più, rimanendo in ogni caso dentro alla palette di colore suggerita dagli elementi architettonici e dal verde.

  • ACCESSIBILITÀ

Nell’affrontare il progetto di caratterizzazione estetica e di arredo dello studentato di San Francesco, un altro tema che si è voluto affrontare e sviluppare è quello dell’accessibilità.

Il riutilizzo dell’ex carcere di San Francesco come studentato rende indispensabile una progettazione fondata sui principi dell’inclusione, senza barriere, aperta e accessibile a livello globale in tutte le sue principali macroaree.

L’obiettivo fondamentale è quello di dotare ogni utilizzatore della possibilità di raggiungere con facilità e autonomia un soddisfacente livello di interazione con l’ambiente in cui si trova e le relative funzioni. Tutte le scelte sono focalizzate ad evitare l’isolamento o la stigmatizzazione di ogni utilizzatore ma a promuovere un’inclusione totale ed effettiva. Il progetto di miglioria proposto prevede quindi l’implementazione e l’introduzione di aspetti finalizzati ad aumentare gli standard di accessibilità e comfort dell’edificio, in modo da permettere a tutti i fruitori, indipendentemente da disabilità fisiche, sensoriali o anche da differenze linguistiche o difficoltà di comprensione, di accedere ed usufruire in modo semplice e autonomo ai servizi richiesti.

  • SEGNALETICA

I decreti attuativi in vigore indicano che per accessibilità si deve intendere “la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l’edificio o le singole unità, di entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e attrezzature in condizioni di sicurezza ed autonomia”. Per rendere facilmente fruibile un edificio di così grandi dimensioni e con una distribuzione interna totalmente dissonante con gli standard a cui siamo abituati, si è deciso di proporre un allestimento completo di “wayfinding”.

La segnaletica coprirà tutte le esigenze: dagli accessi, alla distribuzione orizzontale e verticale, fino alla numerazione delle stanze. La grafica proposta è quella dell’Università degli Studi di Parma, con i suoi colori e i suoi fonts, in modo da dare un continuum di identità riconoscibile dagli studenti.

I caratteri che una segnaletica ben progettata – perciò funzionale – deve possedere sono quelli di chiarezza, visibilità e riconoscibilità attraverso colori la cui percezione non sia alterata, anche per i soggetti ipovedenti o anche soltanto daltonici. Il sistema di orientamento/wayfinding proposto è totalmente rispondente ai requisiti in termini di accessibilità ed inclusività, in maniera tale da consentire anche alle persone a vario titolo disabili una fruizione degli spazi indipendente e autonoma.

AUTORE

Arch. Roberta Orefici

Operation Manager – Mazzei Architects